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Progettazione Scale come Oggetto di Design
31st gen 2012 Posted in: Senza categoria 20

Progettazione e Idee di progetto di scale

 

Uno degli elementi più importanti presenti nelle nostre case e palazzi è rappresentato certamente dalle scale.
Da sempre la realizzazione di una scala ben progettata, ha comportato il buon funzionamento di tutti gli spazi da essa serviti.

…”La scala riflette ed integra l’ambiente che la circonda, una simbiosi di forme,di atmosfere, di colori che costituiscono importanti equilibri nella vita di tutti i giorni, una scala su misura quindi, non solo in quanto tale per le sue dimensioni ma, soprattutto per le sensazioni che crea e soddisfa nel nostro vivere”…

Anche nelle epoche passate, le casate davano particolare rilievo a questo elemento costitutivo. Più erano grandi, pregiate dai materiali utilizzati per la realizzazione, forgiate di colonnati o meno, le scale hanno sempre rappresentato un nodo cruciale per la costruzione e l’abbellimento delle strutture.Proprio per le sue caratteristiche, negli anni ha assunto particolare rilevanza fino a diventare un elemento distintivo degli stili architettonici.

Se avete bisogno di alcune idee per la realizzazione della vostra scala, interna o esterna, potete cosultarci e richiedere una nostra proposta,che avrà un costo di 99 euro a piano superato. Se una delle nostre proposte vi soddisferà, vi forniremo il progetto esecutivo, composto da piante, sezioni, prospetti quotati e rappresentazione tridimensionale ad un costo di 199 euro. Ogni progetto o proposta sarà completata  in una settimana lavorativa dal ricevimento del pagamento. Ogni progetto sarà consegnato senza ringhiera e corrimano, a meno di diverse disposizioni.

 

Alcuni approfondimenti e delucidazioni sui termini tecnici usati inerenti alle scale.

 

ALTEZZA DELLA RAMPA:

È la misura netta che intercorre fra i gradini di una rampa e l’intradosso della rampa soprastante.

ALTEZZA DI PIANO:

Con tale termine si indica la misura netta intercorrente fra i due livelli di calpestio determinati dalla quota di partenza e di arrivo della scala.

ALZATA:

È la parte frontale del gradino e corrisponde all’altezza effettiva dello scalino.

ACQUATURA:

È quella piccola inclinazione (uno o due millimetri) che si usa dare alle pedate per agevolare la pulizia ed il lavaggio e che, talvolta, può servire nella fase operativa della messa in opera del rivestimento di una scala, a correggere piccole inesattezze dimensionali. (Se supera i 5 mm, può divenire pericolosa, particolarmente per chi usi la scala velocemente in discesa).

BASTONE DEL GRADINO:

Quando la pedata sopravanza con un coronamento che, nelle scale rivestite, è costituito dal bordo, di solito lavorato, del materiale di rivestimento, la parte di detto coronamento che deborda dall’alzata si chiama bastone del gradino. Ha funzione migliorativa per la pedata, anche se lo pseudo aumento è praticamente utile solo in ascesa.

RAMPA DELLA SCALA:

È la riunione di un certo numero di scalini conseguenti l’uno all’altro senza continuità planare.

CORRIMANO:

È il supporto per la mano del fruitore, posto al limite superiore del parapetto o della ringhiera. In caso di scale senza pozzo, dette a stretta, può essere posto lungo una o entrambe le pareti della scala, fissato direttamente alle stesse o addirittura incassato nella muratura che costituisce le pareti medesime.

GABBIA DELLA SCALA:

È quello spazio, ambiente, vano o locale pertinente e di uso esclusivo della scala che vi si svolge e si sviluppa. A seconda della forma perimetrale di essa si hanno gabbie quadrate, quadrilatere, poligonali, circolari, etc… e in tal senso anche la scala ne assume il nome. Per scale all’aperto, o svolgentesi in volumi o spazi architettonici, nei quali coesistano altre funzioni di vita, il termine gabbia non è appropriato né pertinente. Si tratterà in tal caso di un ambiente, luogo o volume in cui è inserita una scala e che assumerà il nome connesso con la funzione dello stesso.

GRADINO CAPOSCALA:

Si definisce così l’ultimo gradino di una scala, o come anche si dice, il gradino di arrivo alla sommità dell’ultima rampa, infatti si hanno tali scalini al termine di ogni percorso tra piano e piano.

INCLINAZIONE:

Si chiama inclinazione di una scala la misura in gradi sessagesimali dell’angolo la cui tangente rappresenta la pendenza.

LARGHEZZA O INGOMBRO DELLA SCALA:

È la misura totale costituita da tutti gli elementi che formano la scala in ogni rampa. Cioè è la somma degli ingombri dell’eventuale rivestimento di pareti, più la larghezza netta dei gradini, più lo spessore del parapetto o l’ingombro della ringhiera.

LARGHEZZA UTILE DELLA SCALA:

È il piano di calpestio utile dei gradini e differisce dall’ingombro per la mancanza di valutazione metrica degli accessori di corredo alla scala.

LINEA DI PERCORRENZA:

È la linea ideale lungo la quale la persona che utilizza la scala, presumibilmente, percorre la medesima. Tale linea ideale di maggiore transito, è quella corrispondente al minore percorso, che nel caso di una scala multipiana a gabbia quadrata, per esempio, si identifica con una linea intorno al parapetto di sicurezza, distanziata dallo stesso dal solo ingombro della sagoma del fruitore, che si aiuta nella salita utilizzando il corrimano.

NUMERAZIONE DEI GRADINI:

Quando in fase progettuale occorre numerare i gradini di una scala, si attribuisce un numero per ogni alzata effettiva, progressivamente, in senso ascensionale, partendo col n°1 dal gradino a quota 0.00 e se esistono locali sotterranei invertendo il segno e il senso di numerazione per i gradini delle rampe sotto quota.

PARAPETTO:

È così chiamata la protezione dal lato del pozzo della scala. Esso può assumere varie configurazioni e da parapetto vero e proprio, quando è continuo in muratura od in altro materiale, può diventare balaustra se formato da elementi discontinui, o, quando addirittura è risolto con metallo con elementi filiformi o simili, variamente combinati, in ringhiera.

PEDATA:

Distanza in proiezione orizzontale fra due gradini successivi. Tale nome deriva da “piede”, essendo la parte del gradino sulla quale nel transito poggiano i piedi del fruitore.

PENDENZA:

L’angolo che si viene a formare tra il piano di partenza e l’ipotetica linea che unisce il punto di partenza della scala, con il suo punto di arrivo.

POZZO SCALA:

È la parte interna aperta, ossia il vuoto, che intervalla le varie rampe di una scala, che sbalzano dalle pareti perimetrali della gabbia di contenimento. Tale pozzo, in vista per tutto lo sviluppo della scala, è delimitato dal nastro inclinato, costituente la spezzata delle varie rampe e dai pianerottoli che si susseguono nell’ascesa.

RIPIANO PIANEROTTOLO:

La soluzione di scalini che dia adito ad una parte di percorso della scala in orizzontale, sia iniziale alla rampa, o terminale, prende il nome di ripiano o pianerottolo. A seconda quindi se trovasi all’inizio, intermedio o alla fine di una scala si chiama: ripiano o pianerottolo d’avvio,ripiano o pianerottolo intermedio o di sosta, ripiano o pianerottolo d’arrivo.

SCALINO D’INVITO:

È quel gradino (o gradini iniziali) di una scala o di una rampa di una scala, che presenta (o presentano) una più aperta forma o maggiori dimensione degli altri per facilitare o invitare l’ascesa, grazie anche all’apparente addolcimento della pendenza.

SENSO DI PERCORRENZA:

Il senso di percorrenza di una scala è sempre inteso come ascensionale. Esso viene connotato, sui grafici progettuali, con una freccia posta al limite superiore di una linea continua, rappresentante la percorrenza idealizzata al centro dalla prima all’ultima alzata della scala.

SFALSAMENTO:

Rappresenta la non corrispondenza lineare delle alzate di due rampe di scale parallele connesse con lo stesso ripiano o pianerottolo. Esso serve, essenzialmente, per ottenere che i corrimani di protezione delle due rampe si congiungano in modo lineare, senza dare luogo a salti di pendenza, e inoltre a mantenere costante il ritmo di percorrenza.

SOTTOGRADINO:

È l’alzata del gradino se rivestita con marmo o altro materiale, quando il gradino presenta la pedata che sopravanza l’alzat

GRADINO CAPOSCALA:

È un particolare gradino, che abbraccia l’intero pianerottolo di arrivo venendo a costituire anche la mostra dello stesso. Detto gradino, formato di solito da un unico blocco, che può essere anche nel contempo l’intero pianerottolo, è sempre alla quota di calpestio del pavimento di arrivo della scala.

TESATA (DEL GRADINO):

È la parte del gradino visibile dal pozzo della scala e corrisponde al fianco dello stesso. Relativamente alla geometrizzazione sopraddetta, corrisponde alla visualizzazione della superficie del triangolo essenziale. Essa assume valore e importanza quando il gradino abbia una particolare forma o rifinitura in vista verso il pozzo stesso.

20 Responses

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